Il Documento di Valutazione dei Rischi, cos’è e a cosa serve?
19 Maggio 2026 - Redazione
Documento di Valutazione dei Rischi (DVR): cos'è, chi lo redige e cosa deve contenere
La sicurezza in ambito lavorativo è un tema fondamentale per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. Uno strumento indispensabile per la tutela dei lavoratori è il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), previsto e disciplinato dal D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro).
- Indice contenuti
- Cos'è il DVR e a cosa serve
- Chi elabora il DVR
- Quando è necessario il DVR
- Scadenza e aggiornamento
- Cosa deve contenere il DVR
- Sanzioni per mancata redazione
Cos'è il DVR e a cosa serve
Il Documento di Valutazione dei Rischi è il documento che prende in esame tutti i possibili rischi che il lavoratore potrebbe incontrare sul luogo di lavoro. Il suo scopo principale è rendere possibile la prevenzione, necessaria per ridurre il numero di infortuni e di malattie professionali.
Attraverso il DVR si individua ogni rischio presente nell'ambiente di lavoro e si definisce una strategia preventiva concreta. L'obiettivo è aumentare la sicurezza dei dipendenti nell'ottica di un'attività professionale che non metta a repentaglio la loro salute.
Il documento affronta anche i rischi da stress lavoro-correlato e dedica una sezione specifica alle lavoratrici in gravidanza, fase che richiede una valutazione separata e più attenta.

Chi elabora il DVR
Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce con chiarezza che è il datore di lavoro ad avere la responsabilità di redigere il DVR. Questa responsabilità è non delegabile: il datore di lavoro non può trasferirla ad altri, così come non può delegare la scelta del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). Sono le uniche due attività che la legge gli vieta espressamente di delegare.
Nonostante la responsabilità resti in capo al datore di lavoro, questi può avvalersi del supporto di tre figure professionali:
- Medico Competente (Medico del Lavoro): studia l'ambiente di lavoro, individua i possibili rischi per la salute dei dipendenti e contribuisce alla strategia di prevenzione e protezione.
- RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione): nominato dal datore di lavoro, supporta la valutazione dei rischi e la definizione delle misure preventive.
- Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS): non partecipa alla valutazione né alla scelta delle misure, ma deve ricevere una copia del DVR per prenderne visione.
Quando è necessario il DVR
Il DVR è obbligatorio per tutti i datori di lavoro che hanno assunto almeno un dipendente, incluse le società con almeno un collaboratore. La normativa prevede solo due categorie esenti:
- Imprese familiari (ai sensi dell'art. 2222 del Codice Civile)
- Lavoratori autonomi senza dipendenti
Scadenza e aggiornamento del DVR
Una volta redatto, il DVR non ha una scadenza fissa. Non esiste l'obbligo di effettuare una nuova valutazione a intervalli prestabiliti, poiché i rischi lavorativi non dovrebbero modificarsi nel tempo se le condizioni di lavoro rimangono invariate.
Il datore di lavoro ha tuttavia l'obbligo di elaborare un nuovo DVR ogni volta che cambiano le condizioni di lavoro o i processi produttivi. Sono previste scadenze periodiche di aggiornamento solo per alcune tipologie di rischio specifiche, tra cui:
- stress lavoro-correlato;
- esposizione a vibrazioni;
- esposizione a rumore.
Cosa deve contenere il DVR
Per non commettere errori in fase di stesura, il DVR deve rispettare una struttura precisa. I contenuti minimi obbligatori sono i seguenti:
- Dati dell'azienda: ragione sociale, sede, settore di attività, numero di dipendenti e relative mansioni.
- Descrizione dell'ambiente di lavoro: spazi, attrezzature, sostanze utilizzate e processi produttivi.
- Elenco dei rischi individuati: fisici, chimici, biologici, ergonomici, da stress lavoro-correlato, per le lavoratrici in gravidanza.
- Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) adottati.
- Misure preventive e protettive pianificate.
- Eventuali infortuni pregressi e denunce INAIL già presentate.
In rete si trovano modelli e fac simile di DVR utili come punto di partenza, ma è indispensabile adattare il documento alla specifica attività lavorativa. Un DVR generico non personalizzato non è considerato valido dalla normativa.
Sanzioni per mancata o errata redazione
La mancata redazione del DVR, o la sua redazione in modo non conforme alla normativa, espone il datore di lavoro a sanzioni significative previste dal D.Lgs. 81/2008.
| Violazione | Sanzione pecuniaria | Sanzione penale |
|---|---|---|
| DVR assente o non redatto | da 2.000 a 4.000 € | Arresto da 3 a 6 mesi |
| DVR redatto in modo incompleto o non conforme | da 1.000 a 3.000 € | Arresto fino a 2 mesi |
| Mancato aggiornamento in caso di variazione delle condizioni | da 2.000 a 4.000 € | Arresto da 3 a 6 mesi |
Per evitare errori nella redazione del documento è sempre consigliabile affidarsi a un consulente specializzato in sicurezza sul lavoro, che possa garantire la conformità del DVR alla normativa vigente e alle specificità dell'attività aziendale.